Monday, May 13, 2013

Eros: Solo. su ewriters.it

Sono solo e vivo solo. Dopo aver tentato due volte di crearmi una famiglia, degli affetti, una casa, sono solo. A mitigare la solitudine un po’ di compagnia di amici, una relazione leggera tra single, ma senza impegni e programmi futuri.



È esattamente l’opposto di quanto avevo sognato da ragazzo, quando mi sposai la prima volta a 22 anni ed a 25 avevo già una moglie e tre figli da mantenere. Forse, mi sono innamorato troppo del mio lavoro, ed oggi , pensionato non ho nemmeno più quello.


Non accuso nessuno, tranne me stesso, troppo egoista, egocentrico, individualista, insensibile alle necessità ed esigenze degli altri, di coloro che mi son stati vicino e forse mi hanno anche voluto bene …… ma io ho sempre solo posto me davanti a tutto.


Ora, quando mi sento troppo solo, e percepisco una quasi claustrofobia, esco, vado al centro commerciale, mi siedo ad un tavolo e guardo l’umanità scorrere.


E guardo soprattutto le donne, questi strani esseri dai quali mi continuo a sentire attratto nonostante tutte le occasioni vissute, godute e mancate.


E noto come solo una piccola parte di esse mi attiri veramente, mi ispirino attrazione, e con le quali vorrei instaurare uno scambio emotivo di piacere, magari di sesso, ma soprattutto di pensieri reciproci.


Non sono necessariamente belle, quelle che mi attirano, che mi fanno sognare, non necessariamente signorili o sportive, giovani o mature ( diciamo che per me giovani vuol dire almeno 35-40enni perché sotto tale età mi paiono solo adolescenti ), ma sicuramente mostrano una “coerenza” completa nel vestire, truccarsi, pettinarsi, muoversi e misurare con gli occhi l’ambiente circostante.


Una di queste mi ha colpito in special modo, bruna, spigliata, con due grandi occhi scuri ed un sorriso che comunicava serenità, voglia di vivere, disponibilità.


L’ho fissata, intensamente mentre mi passava davanti e lei si è accorta del mio sguardo, e mi ha sorriso, con quel sorriso complice che vuol dire tante cose, tutte positive.


Poi ha proseguito spingendo il suo carrello della spesa ancora vuoto, ed io sono andato a casa, ho chiuso gli occhi ed ho sognato.


E mi sono trovato in uno di quegli strani sogni tanto reali da non riuscire a cogliere la discontinuità tra ricordo e fantasia, ma con tutti gli elementi della realtà …… immagini, colori, suoni, odori e soprattutto emozioni.


E l’ho rivista, io ancora seduto e lei con la spesa fatta che tornava, mi guardava e sorrideva, ed io pronto a chiederle se gradiva un caffè ……. Un piccolo ristoro dopo la fatica della spesa.


Un rapido sguardo al carrello e mi son reso conto che era la spesa di una donna sola …… pochi cibi, molte monorazioni già confezionate, creme, detersivi, calze e qualche capo di biancheria intima, molto sexi, soprattutto un coordinato intimo color carne.


E quello è stato l’argomento di apertura della mia conversazione …… “dal tipo di spesa, sembra sola, sbaglio?”. “ Si sola, divorziata, ma con la solitudine che pesa un po’ ….. nessuno con cui litigare, con cui lamentarsi del lavoro, degli altri, delle colleghe, e anche del macellaio che tenta di rifilarmi scarti come prime scelte …… devo averlo scritto in volto che nessuno mi difende, che nessuno si lamenterà per cosa porto a casa”.


“beh ….. anch’io sono solo, e pensi che vengo qui, a guardare il movimento di chi va e viene al solo scopo di ricordarmi che non sono l’unico essere sulla faccia della terra, per sfuggire un po’ alla monotonia di una casa vuota, dei soliti lavori domestici e dei piccoli hobby che mi restano ancora. Ho vissuto tanto, ma mi resta poco ….. e sovente non mi basta”.


“A proposito, mi chiamo Andrea, e vorrei potessimo darci del tu …… lei è sicuramente molto più giovane di me, e soprattutto molto attenta alla sua immagine, cura il corpo, ma anche il vestire, il presentarsi, e quel suo sguardo vivace e curioso è impagabile …… mi piace molto”


“ Galante ….. ma chissà a quante altre ha già detto queste parole …..” mi risponde al che io, scherzando “ sicuramente non in quest’ordine ….. così son solo per lei …….”


“Adele è il mio nome, e ….. si mi va bene darci del tu ……. Anche se il tuo sguardo indagatore mi mette un po’ in imbarazzo ……. Sembra quasi che tu non veda una femmina da molto tempo ……”


“beh ….. la verità è che ho dato un’occhiata al carrello, e ti ho subito immaginata con quello …… “ ed indico il coordinato .


“Ti immagino con una leggera vestaglietta, con quello che si intravvede sotto, di fronte a me col desiderio di soddisfare il mio e tuo desiderio sessuale …… ma io voglio prolungare tale momento, far crescere il desiderio e portarti ad immaginare il dopo, come appagamento dei sensi”


“Ti penso ritta di fronte a me che ti accarezzo, partendo dalle gambe e salendo seguo i fianchi verso la schiena e poi verso il petto …….. ma perché ti dico tutto ciò ? tu magari stai pensando a tutt’altro….”


“No Andrea, sono entrata piano piano nel tuo sogno, mi sono materializzata come tu mi hai descritta ed ho cominciato a desiderare le tue mani su di me …… ed un desiderio erotico ha cominciato a formarsi nella mia mente ….. sei bravo sai ? in poco tempo mi hai fatto nascere un forte desiderio, mi hai coinvolto nel tuo sogno ed ora sogno anch’io ……. Ma c’è qualcosa che ci impedisce di tradurlo in realtà ?”.


“Da parte mia assolutamente nulla ……. Anzi questa tua innocente sincerità mi stà eccitando …..”


“Vieni Andrea, seguimi, non abito distante e forse ci regaleremo alcuni momenti felici a entrambi.”


Quell’accidenti di postino suona ….. apro gli occhi ed Adele si dissolve …….. peccato stavo andando così bene …. Ma son sicuro che, ritirata la posta, mi ritroverò con lei ….. oggi, stasera, stanotte ….. era troppo bello, reale, il sogno per essere interrotto.


Ed infatti nel dormi-veglia di una notte difficile da passare, Adele torna e si materializza …….


“Non sono più in casa mia, ma da lei, e lei è lì, di fronte a me, con quella vestaglietta trasparente, aperta leggermente sul davanti che scopre quel suo bel corpo, coperto solo dal coordinato color carne.


Ed io la attiro verso me, e con entrambe le mani le porto sulle gambe e le faccio salire , in una delicata carezza, fin sulla schiena, e slaccio il reggiseno.


L’attiro verso me, verso la mia bocca ansiosa di baciare quel petto quelle dolci rotondità interrotte solo da un piccolo capezzolo turgido ed ormai duro, che gridano il loro desiderio di esser baciati, succhiati, torturati leggermente dalla mia bocca.


Ed io li accontento, alternativamente, mentre attraggo il suo bel corpo verso di me, una mano scivola in basso, verso l’interno della gamba, da cui parte per risalire fino al sesso.


È già umida la mutandina leggerissima, ed allora l’abbasso, e lei si aiuta a sfilarla alzando leggermente una gamba e poi l’altra, mentre la mia bocca desiderosa scende sul ventre, sul pube e poi sulle grandi labbra, l’attiro a me.


Le mani afferrano le cosce e l’attirano con più forza contro la mia bocca, e con la lingua gioco con quel piccolo clitoride ormai duro e teso.


Lei che aveva allargato leggermente le gambe per facilitarmi l’accesso ora le sta stringendo, quasi ad impedire al suo miele di uscire …..


Ed è per terra, sul tappeto che la adagio, e scosto le sue gambe, per poterla portare così al culmine dell’eccitazione, dopo di che la penetro e godiamo di quell’intenso momento di piacere …….


Peccato fosse un sogno ….. ma è stato bello lo stesso,…….. e soprattutto ha scaricato un po’ il mio bisogno di sesso.


Rifletto, ora, sullo strano modo della mente di creare quanto si desideri …… e di offrircelo a patto di non umiliarla negando la realtà virtuale che sa offrire.


Questa realtà virtuale ha il vantaggio di non avere screzi, nessuna delle interruzioni che a volte, la realtà ci costringe ad assecondare, rompendo l’incanto e la continuità di un evento dolce ed appagante.




Source:


http://www.ewriters.it/leggi.asp?W=64563






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